Uno degli appuntamenti più suggestivi che accompagnano il percorso storico-culturale ed eno-gastronomico ad Olevano è la manifestazione Saga del Brigante Nardantuono, rappresentazione scenica tra storia e leggenda. Domenica 6 agosto 2017 frazione Salitto, località Cannabosto ore 18.00


Storia

Si tratta di una coinvolgente rappresentazione in costumi d’epoca che dura circa un’ora e mezza e vede coinvolte moltissime comparse del posto in uno dei luoghi tipici della “cupa, disperata, nera epopea” del mondo contadino meridionale come l’ha definì Levi. La cronaca di un sequestro di persona a scopo di estorsione, uno dei tanti audaci “colpi di mano” compiuti dalle piccole-medie bande brigantesche che imperversavano tra i monti Picentini negli anni dal 1862 al 1866. Vittima il prete liberale di Montecorvino Pugliano, Giuseppe Olivieri, che racconta il suo tragico incontro con i briganti in un libro uscito trent’anni dopo, Ricordi briganteschi, Storia che pare romanzo.

La sera dell’11 gennaio 1864, Olivieri venne catturato a Montecorvino Pugliano insieme con il medico Luigi Calabritto, a cui i briganti taglieranno l’orecchio destro e gli lasceranno uno sfregio permanente sul volto, da una delle “sottobande” guidate da Antonino Maratea, alias Ciardullo di Campagna, il terrore della zona. La banda che portò a termine il sequestro conclusasi dopo oltre un mese di sofferenze con la liberazione dell’ostaggio (dietro pagamento di una forte cifra) era formata da Lorenzo Gasparre di Senerchia, da Luigi Cerino di Gauro, dai tre fratelli Marino di Giffoni Valle Piana e da Antonio Di Nardo, detto Nardantuono o “l’etiope di Montella”.


Proprio sulla figura di questo gregario della banda Giardullo, di cui si sa poco o nulla, (“un diavolone color carbone, dal guardo scuro e bieco, e il capello sulle ventitré e tre quarti” così lo descrive l’Olivieri) si concentra una parte dello spettacolo che si svolge a ridosso del complesso monumentale della grotta dell’Angelo, in località Cannabosto

I contadini del sud appoggiavano e proteggevano i briganti, che erano ritenuti audaci nel vendicare i torti subiti contro lo Stato dei signori e galantuomini. Antonio di Nardo, Gaetano Manzo, Antonino Maratea, Alfonso Carbone, Fra' Diavolo, restano di fatto figure mistiche e nomi ancora oggi osannati. Il mito del brigante-patriota che si oppone ai soprusi dei signorotti locali


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